non ho voglia di ripensare al week end appena passato. Non mi piace quando non succede niente e vedi solo scorrere le ore accanto a te. mi torna in mente il treno..quando ero una povera pendolare e osservavo per ore il paesaggio scorrere parallelo a me, senza poterlo fermare. Ed ogni mattina, vedevo salire i soliti personaggi. Loro, le loro abitudini e le loro borsette. E tutti si chiudevano nel silenzio della mattina e guardavano fuori dal finestrino. Chissà che pensavano. Chissà se ci salgono ancora su quel treno o se come me hanno cambiato abitudini e mezzo di trasporto.
Ora che ci penso, sul treno ho imparato un sacco di cose di me.. ho scoperto anche che il mio pensiero se abbandonato a se stesso, può viaggiare oltre tutti i confini..ho scoperto che non esistono confini. A volte quel viaggio mi sembrava troppo breve, non avevo finito di immaginare, osservare, viaggiare, andare e fare,che la voce finta e ripetitiva della stazione mi ricordava che ero arrivata .. a volte invece non vedevo l'ora di scendere e respirare l'aria fresca del ponte di mezzo, camminando per le stradine del centro fino all'università.
Mi piaceva salire sul treno quando ancora non c'era nessuno, eravamo in 2 a salire a quella stazione, e sceglievamo sempre lo stesso vagone, ma le file più lontane che c'erano.. vicini ma ognuno nel suo mondo.. E poi mi piaceva ad ogni stazione cercare i visi delle persone che vedevo ogni mattina, sorridere pensando che anche loro c'erano, vederli sedere dove ogni giorno..e pian piano vedere il treno che si riempiva di rumori, facce, cartelle, squilli di cellulare.
Ricordo con piacere quei momenti. Forse perchè avevo tanto tempo per me. Invece ora ho sempre un sacco da fare. O forse perchè in quel periodo avevo ancora un obiettivo da raggiungere e lottavo per quello.
Ora mi sento più sola. Un pò più vuota, un pò più inutile. Ma forse, solo perchè oggi è lunedì, e il lunedì di solito tutto è un pò peggio..
lunedì 17 marzo 2008
martedì 11 marzo 2008
oibò bar
c'era il silenzio della notte tutt'intorno. un venticello fresco che soffiava a tratti. pioggerellina. quell'odore amaro di erba bagnata. le scale erano scivolose di muschio e terra umida. lo spettacolo da lassù era qualcosa di indescrivibile. uno strano silenzio. gioco di sguardi tra le macchine. parole sussurrate all'orecchio. e brividi..lungo tutta la schiena, fino alla nuca e poi giù giù fino ai piedi. no, non ho freddo. potrei rimanere qui tutta la notte.
mi sono sentita bene. dopo tanto..ieri sera mi sono sentita bene. torna il gioco di equilibri. mi sento pedina,anzi, mi sento regina. grazie.
mi sono sentita bene. dopo tanto..ieri sera mi sono sentita bene. torna il gioco di equilibri. mi sento pedina,anzi, mi sento regina. grazie.
lunedì 10 marzo 2008
porfirio rubirosae
allora..sono le 6 e mezza, e io è da stamattina, anzi, per la precisione da ieri sera, che aspetto questa cazzo di telefonata e mi sento una completa idiota seduta qui alla scrivania a fissare il cellulare..non mi riconosco schiava di questo affare..e invece ad onor del vero, ebbene si lo ammetto, son qui che lo punto da non so quanto tempo nella speranza che quel qualcuno chiami. e siccome aspettare mi innervosce in maniera assurda, e mi fa cadere pesantemente nel volgare..forse è meglio che mi trovo qualcos'altro da fare per ingannare il tempo..lo sapevo che lo schiaffo sarebbe arrivato. cazzo. non ero ancora pronta.
domenica 9 marzo 2008
caramello sfuso
qui la notte è buia veramente. non come in città. tutto è silenzoso, ci sono solo piccoli rumori. sono in casa con la porta aperta.
è talmente silenzioso qui che sento il rumore del mare in lontananza e di ogni cosa che tocco o sposto. le tazzine, il cucchiaino, i bicchieri.
lontano si sente un cane che abbaia.
ovunue appoggio il mio sguardo c'è qualcosa che mi piace. la luce soffusa dell' abat-jour in fondo alla stanza, le tende bianche che si muovono, il tavolo di legno massiccio, la fiamma della candela, il profumo di lavanda.
qualche minuto fa sono uscita, si vedevano le stelle. palpitavano. mio nonno mi diceva sempre quando ero piccola che di notte Dio metteva una coperta fra la terra e il sole per farci dormire e che le stelle erano la luce che passava dai buchini della coperta. da allora non c'è mai stata una volta che guardando il cielo non ci abbia pensato.
c'è pace qui. e io faccio pace con me stessa e il mio interno.
so già che domani la realtà sarà un duro schiaffo.
buona serata.
è talmente silenzioso qui che sento il rumore del mare in lontananza e di ogni cosa che tocco o sposto. le tazzine, il cucchiaino, i bicchieri.
lontano si sente un cane che abbaia.
ovunue appoggio il mio sguardo c'è qualcosa che mi piace. la luce soffusa dell' abat-jour in fondo alla stanza, le tende bianche che si muovono, il tavolo di legno massiccio, la fiamma della candela, il profumo di lavanda.
qualche minuto fa sono uscita, si vedevano le stelle. palpitavano. mio nonno mi diceva sempre quando ero piccola che di notte Dio metteva una coperta fra la terra e il sole per farci dormire e che le stelle erano la luce che passava dai buchini della coperta. da allora non c'è mai stata una volta che guardando il cielo non ci abbia pensato.
c'è pace qui. e io faccio pace con me stessa e il mio interno.
so già che domani la realtà sarà un duro schiaffo.
buona serata.
giovedì 6 marzo 2008
sedie
non potevo smettere di piangere. non riuscivo a trovare niente che potesse impedirmi di ascoltare.ci ho provato, perchè sapevo a cosa sarei andata incontro. ho alzato la musica a tutto volume, acceso la tv e lasciato il telefono squillare invano. ma la curiosità, il masochismo e la voglia di sapere cosa c'è che non va, perchè dopo così tanti anni siete ancora ad urlarvi dietro cattiverie, perchè non riuscite a ricordare che prima di tutto questo c'èra così tanto amore, è stata più forte e ho ascoltato. ed ancora non capisco perchè. e non so a chi chiedere una risposta. per lei lui è uno stronzo, per lui lei è una cretina. E io qui nel mezzo, sempre sballottata dagli eventi, sempre confusa e senza spiegazione. l'aspetto da 15 anni e la vorrei. Mi sento piccola, indifesa e inutile. e non è per niente piacevole.
lunedì 3 marzo 2008
acqua con le bollicine
m'ama ascoltare gli altri.
non m'ama che gli altri non ascoltano.
m'ama quell'attimo che ti cambia la giornata.
non m'ama "aspetta un attimo".
m'ama sognare ad occhi aperti.
non m'ama i sogni che non si avverano.
m'ama arrivare alla fine.
non m'ama trovare per forza una fine.
sabato 1 marzo 2008
anarchia interiore
nel silenzio della mia stanza sono protetta dal caldo del piumone giallo. la gatta dormicchia sulla poltrona. la luce è spenta e tutto è illuminato solo dallo schermo del pc e dalla sigaretta che brucia abbandonata nel posacenere nero. Dentro di me bombe a mano, poco più sotto l'inferno e mille mani che mi stringono le stomaco..ma io ci sono ancora e resisto. Anche se è dura.
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